Prosciutto di Carpegna DOP: una bontà da tutelare

Prodotto esclusivamente da suini allevati nei territori delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Marche, il Prosciutto di Carpegna detiene senza dubbio un posto speciale tra le innumerevoli eccellenze enogastronomiche dell’Italia.
Per la denominazione di origine protetta, i suini devono essere nati, allevati e macellati solamente in queste zone, come avviene per esempio con il Prosciutto di San Daniele.
L’elaborazione di questo prosciutto, invece, deve avvenire nella zona di montagna del Comune di Carpegna, che si trova nella provincia di Pesaro-Urbino.
Per la produzione del Prosciutto di Carpegna, il clima è senza dubbio determinante in tutte le fasi del ciclo produttivo. È proprio grazie a particolari condizioni climatiche che questo prosciutto crudo acquista un gusto unico. Non solo, ha un profumo inconfondibile dalle note aromatiche, conferito anche da una speciale salatura a base di pepe e paprika.
Ecco le tutte le fasi:
Il periodo di stagionatura, dalla salatura alla commercializzazione, non può durare comunque meno di 13/14 mesi.
Per gustare al meglio il Prosciutto di Carpegna DOP, bisogna prestare particolare attenzione, quando si affetta.
Dalla affettatura classica a mano, effettuata con una lama lunga e affilata che sia in grado di seguire le fibre muscolari della carne, al taglio a macchina, sicuramente più agevole e che consente di gustare fette più sottili e delicate. È fondamentale, infatti, nella fase di taglio preservare il grasso che conferisce una dolcezza unica a tutta la fetta.
A tal proposito, il Consorzio per la tutela del Prosciutto di Carpegna consiglia di affettare il prodotto poco prima di consumarlo e di proteggerlo sempre con della carta alimentare per evitare che luce e aria possano danneggiarlo e asciugarne la superficie.
Sono innumerevoli gli abbinamenti ai quali si presta questa prelibatezza: dal semplice accompagnamento con un grissino croccante torinese ad un pane fragrante, come la Ciriola Romana e magari accostato ad un corposo bicchiere di vino.
Ciò non toglie che può diventare anche protagonista all’interno di ricette più elaborate, sia antipasti, che primi piatti e secondi.
Eccezionale l’abbinamento con formaggi freschi, come la ricotta romana oppure con una buona mozzarella.